Non si conosce l’origine o come è nata la parola Namasté, anche se esisteva già 3000 anni fa in India ed oggi viene utilizzata come saluto quando si incontra o si lascia qualcuno. La parola Namasté deriva da Namas, cioè inchinarsi e salutare e da Te, che vuol dire a te.
Il significato spirituale è quindi quello di salutare il divino che risiede in ognuno di noi. Letteralmente si può dire io ti saluto e mi inchino a te.
La parola Namasté è il saluto più importante che gli Indù utilizzano per salutarsi ed è utilizzato sia nella vita quotidiana che nelle preghiere.
C’è chi pronuncia Namasté con l’accento in fondo e chi invece senza accento. Infatti non esiste una pronuncia sbagliata o una corretta, anche se la versione più nota ha l’accento finale.
Il saluto Namasté è accompagnato non solo dalla verbalizzazione della parola stessa, ma si accompagna all’unione delle mani con le dita verso l’alto, all’altezza del cuore e del mento oppure della fronte, facendo un inchino appena accennato col capo.
Questo gesto con le mani che accompagna il saluto in India è un gesto mudra, molto simbolico, che si usa anche nello yoga. Infatti nello Yoga questa posizione delle mani influenza il corpo.
Le mani giunte sono l’unione della materia e dello spirito, dove la mano destra è quella divina mentre la sinistra è terrena.
Interessante anche la versione data dagli psicologi su questa mudra: dicono che incrociare le braccia sul petto sia un modo per creare una barriera che ci protegge dall’invasione di energia negativa ed è per questo che praticando il gesto del Namasté ci chiudiamo nei confronti dell’energia negativa e raccogliamo la positiva.
Ripetere la parola Namasté accompagnata dal gesto può produrre alcuni benefici che sono:
- aiutare a concentrarsi;
- focalizzare l’attenzione;
- proteggere l’essenza spirituale;
- mettersi in contatto con il proprio subconscio;
- ridurre l’orgoglio;
Curiosità
Il saluto Namasté racchiude diverse curiosità:
- gli Indù quando pregano facendo Namasté alzano le mani giunte sopra la testa, poi le abbassano al petto e in seguito si inchinano;
- Anjali mudra è nato come un gesto di preghiera. La parola “Anjali” significa culto, venerazione, ma oggi India lo si usa anche in situazioni mondane.
Autrice dell’articolo: Silvia Terracciano